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Con il nuovo Bilancio dello Stato mai più clausole di salvaguardia

03.08.2016

Nessuna nuova clausola con il governo Renzi

"Con la nuova legge bilancio approvata da qualche giorno dal Parlamento non ci saranno più clausole di salvaguardia. Ho trovato inopportune e infondate le critiche al Governo fatte dal Senatore a vita, Monti. La maxi clausola 'originaria' risale alla famosa estate dello spread alle stelle, quando il ministro dell'Economia Tremonti presentó in Parlamento una clausola da 17 mld in tagli orizzontali su detrazioni e deduzioni per garanzia della tenuta del nostro bilancio a Bruxelles.

Col successivo governo Monti, che si concentrò sull'emergenza della gestione finanziaria del debito con buoni risultati che gli vanno riconosciuti, quei tagli furono trasformati in possibili aumenti Iva per gli anni successivi. Il Governo Letta riuscì a disinnescare una parte degli aumenti mentre fu costretto ad aumentare di un punto l'IVA, ma era sempre una clausola figlia del 2010 e 2011.

Con i governi Letta e Renzi l'ammontare complessivo delle clausole di salvaguardia non è aumentato. Nell'ultimo anno l'ammontare complessivo delle clausole del triennio è diminuito e questo è un indubbio merito del Governo Renzi. Ora, con la nuova Legge di Bilancio non sarà più possibile farne delle nuove. La sostanza è che noi le abbiamo ereditate ma non lasceremo clausole a chi verrà dopo di noi in futuro". Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio e primo firmatario della nuova legge di Bilancio, in diretta a Omnibus, su La7.

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